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Cos'è il CRCS - Centro di Ricerca sul Consumo di Suolo

Il Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo nasce da un protocollo di intesa tra l’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU) e Legambiente per elaborare e divulgare dati e contributi per la conoscenza del fenomeno del consumo di suolo in Italia ed in Europa.
Misurare il consumo di suolo oggi è una attività di fondamentale importanza nell’ottica di integrare il tema del consumo di suolo nelle pratiche di governo del territorio. Sono due i versanti sui quali l’attività di misurazione appare irrinunciabile: la misurazione standardizzata, unificata e condivisa per capire se il consumo di suolo si presenti come un’emergenza ambientale; l'individuazione di una classificazione degli usi/coperture dei suoli.
L’analisi delle dinamiche di variazioni degli usi/coperture dei suoli è anche una questione di scala europea. Nel 2006, sotto forma di proposta da discutere al Parlamento Europeo, viene formalizzatal’idea, nata nel 2002, di proporre una Direttiva Quadro per la protezione del suolo. Tale proposta fissa i fattori di degrado legati al consumo della risorsa (erosione, perdita di sostanza organica, compattazione, inquinamento e frane) e propone delle linee guida per lo sviluppo dei sistemi insediativi: densificazione, mobilità pubblica, riqualificazione energetica, cinture verdi e inedificabilità. Sempre in ambito europeo lo sprawl urbano viene citato quale fattore dannoso che genera una espansione urbana sregolata ed incurante degli effetti sulle matrici ambientale ed ecologica, il suo studio e le politiche per il suo contenimento diventano determinanti nell’obiettivo di contenimento dei sistemi urbani ed anche per il più generale obiettivo di riduzione di CO2 a livello comunitario (ThematicStrategy on the Urban Environment, 2006).
Sulla scia di tali questioni il CRCS si è impegnato in questi anni a fissare in via definitiva alcuni parametri di necessaria importanza nell’ottica di integrare sempre più l’approccio europeo all’analisi del consumo di suolo, proponendo anche le misure che da tempo alcuni Paesi europei adottano alle differenti scale per limitare il consumo di suolo. Tra le questioni di maggiore importanza il CRCS ritiene irrinunciabili la definizione:

  • del consumo di suolo (intesa come variazione degli usi del suolo il cui esito è un processo di artificializzazione);
  • del sistema di classificazione degli usi/coperture dei suoli (intesa come approfondimento fino al quinto livello di legenda della classificazione europea definita da Corine Land Cover con unità minime rilevate inferiori all’ettaro);
  • del metodo di misurazione (inteso come strumento di lettura tra differenti soglie temporali);
  • di specifiche unità di misura in grado di restituire le suddette variazioni (sono almeno 4 gli indicatori necessari: la definizione delle superfici per classe di copertura del suolo, l’indice di composizione o copertura, i tassi di variazione delle coperture e le velocità di variazione).

La riflessione strategica riguarda la possibilità di rendere l’approccio ambientale alle variazioni d’uso del suolo un tema integrato alle pratiche decisionali ed operative riferite al tema del governo del territorio alla scala locale. Una prima questione in tal senso riguarda la possibilità di coordinare la programmazione e le linee di indirizzo di livello sovralocale con l’attivazione di effettive misure di rilevazione e controllo del consumo di suolo a scala comunale. Appare sempre più opportuno infatti superare una logica di controllo delle trasformazioni d’uso dei suoli che sia basata su esclusive modalità di rilevazione quantitativa, per sviluppare modalità di governo e di indirizzo che valorizzino un approccio responsabile e integrato degli usi del suolo a partire da una oggettiva conoscenza e condivisione delle qualità dei suoli interessati dalle politiche del governo del territorio.
Per ulteriori informazioni sul CRCS puoi collegarti al sito: www.consumosuolo.org



Il Consumo di suolo nella Provincia di Lodi

Introduzione
L’approfondimento che di seguito si presenta è frutto di un impegno che la Provincia di Lodi ha preso nell’ambito della ricerca Criteri, metodi e procedure per il rilevamento dei consumi di suolo su base comunale svolto dal Dipartimento di Architettura e Pianificazione (DiAP) del Politecnico di Milano orientata alla preparazione dei Rapporti annuali sul consumo di suolo del CRCS, e nel contempo, ad affrontare alcuni approfondimenti analitici ed interpretativi relativi al consumo di suolo in aree campione.
L’obiettivo della collaborazione è rafforzare l’azione conoscitiva delle variazioni degli usi e dei consumi di suolo alla scala locale curando l’aspetto quantificativo, legato prevalentemente all’aumento delle superfici antropizzate. Ciò al fine di formulare riflessioni capaci di rafforzare il ruolo istituzionale della Provincia nelle fasi di coordinamento e gestione del governo del territorio locale. Dal canto suo, il Lodigiano e la Provincia di Lodi hanno da tempo affrontato la tematica del consumo di suolo.
Con strumenti mutati nel tempo i 61 Comuni hanno condiviso l’appartenenza al Territorio Lodigiano traducendo alla scala locale le coordinate sovralocali dei Piani di Coordinamento Comprensoriali, prima, e dei Piani Territoriali di Coordinamento Provinciali.
Si può affermare che la regola sovralocale sia stata anche elemento di governo e gestione unitaria dei procedimenti posti in attuazione dalla competenza diretta delle Amministrazioni Comunali.
Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di Lodi, approvato con delibera di Consiglio Provinciale n. 30 del 18.07.2005 ha impostato gli “indirizzi e le direttive per la pianificazione comunale” all’interno di una visione strategica unitaria, dove ogni scelta territoriale “trova appartenenza” all’interno di un quadro condiviso, gerarchizzato e concertato. Elementi cardine sono:

  • il consumo del territorio non urbanizzato e l'espansione dell'urbanizzazione debbono costituire soluzione estrema cui ricorrere solo ove la riorganizzazione delle aree già urbanizzate ed il massimo sfruttamento possibile delle stesse e del patrimonio edilizio esistente siano risultati non sufficienti, rispetto alle preminenti esigenze della comunità locale
  • il mantenimento dell’identità del paesaggio rurale e delle valenze paesistiche degli ampi ambiti non urbanizzati presenti è finalizzato a garantire una sostenibilità complessiva degli interventi di trasformazione dell’ambiente
  • la graduazione della compatibilità alla localizzazione di attività antropiche come frutto dei reali riconoscimento e valorizzazione delle aree di particolare interesse paesistico-ambientale, quali ambiti di maggiore sensibilità relativamente ai temi della capacità d’uso del suolo, della vulnerabilità e della rilevanza naturalistica. 

La ricerca condotta
Dal 2008 il Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo e la Provincia di Lodi sono impegnati nell’elaborazione di un approfondimento analitico ed interpretativo teso a monitorare i processi di variazione d’uso e consumo di suolo, con attenzione ai loro effetti paesaggistici. La Provincia di Lodi sta vivendo una fase di trasformazione e variazione degli assetti colturali, ed è sottoposta ad un costante processo di erosione degli spazi aperti tipico delle Province pianeggianti con indici di copertura agricola ancora elevati (CRCS; 2012). Sono pertanto una attenta cultura al riuso del patrimonio già edificato e la salvaguardia dell’ampia disponibilità di aree agricole che ancora caratterizzano il contesto lodigiano gli obiettivi a cui mirare.
Una prima analisi del consumo di suolo (su base DUSAF) ha posto in evidenza che tra il 1999 e il 2007 nella Provincia di Lodi sono stati consumati 1.330 ettari.
Il tasso di variazione  delle superfici antropizzate è stato superiore al 15%, l’incremento più rilevante è costituito da nuove zone industriali, commerciali ed infrastrutturali (più di 782 ettari). La perdita di superfici agricole nel medesimo periodo è pari a 1.691 ettari, equivalente ad una perdita dello stock di suoli agricoli esistenti al 1999 del 2,6%.
La distribuzione dei consumi di suolo indica una concentrazione prevalente lungo il corridoio della Via Emilia, interessando il capoluogo ed i centri di Casalpustrlengo e Codogno. Inoltre particolare attenzione è stata attribuita all’analisi delle percentuali di riuso  dei suoi già antropizzati, dove si riscontra un indice del 18%, percentuale ancora modesta rispetto alla necessità di “costruire nel costruito”.
In ben 25 Comuni lo scostamento dei tassi di variazione delle superfici antropizzate e dei tassi di variazione delle famiglie  ha superato i 10 punti percentuali a favore delle famiglie. Ciò implica che si consuma suolo all’interno di una dinamica famigliare attiva ed in crescita.

Evoluzioni degli usi del suolo agricolo: il biogas
Ad iniziare dall’anno 2005 e fino al secondo quadrimestre 2012, in Provincia di Lodi sono stati autorizzati la costruzione, installazione ed esercizio di circa 50 impianti per la produzione di energia elettrica e termica da biogas. Nella maggioranza dei casi il soggetto autorizzato a produrre biogas è una società agricola o una azienda agricola: si tratta di impianti alimentati da biomasse vegetali e effluenti di allevamento.
Mediante l’analisi del SIARL  nelle due soglie temporali del 2007 e 2012, si è inteso rappresentare lo stato dell’arte precedente e successivo alla messa in esercizio della maggior parte degli impianti autorizzati.
Anzitutto, il SIARL certifica un utilizzo intensivo del suolo a fronte della messa in esercizio degli impianti: presso le società e le aziende agricole autorizzate a produrre biogas non è infrequente osservare la presenza di un secondo raccolto sulla SAU  nel 2012 laddove nel 2007 erano dichiarati solo gli utilizzi di primo raccolto.
Mentre nel 2007 i secondi raccolti ammontavano a 1.740 ettari di SAU provinciale distribuiti su 127 imprese, nel 2012 gli stessi sono più che triplicati e compaiono nell’ordinamento colturale di 340 imprese: fra queste, le prime tre per ettari dei secondi raccolti sono soggetti autorizzati a produrre biogas.
Inoltre, il 50% della SAU provinciale di secondo raccolto (luglio 2012) ospita "silomais e mais ceroso", coltivazione energetica per eccellenza, che nel quinquennio preso a riferimento ha decuplicato la propria presenza, passando da 300 a 3.085 ettari.
I risultati dell’indagine sembrerebbero comprovare l’esistenza di un nesso tra la produzione di biogas e le più recenti dinamiche d’uso del suolo agricolo. Particolarmente rilevante appare la propensione in atto a introdurre negli ordinamenti colturali dei secondi raccolti di coltivazioni dedicate allo sviluppo di produzioni vegetali (biomasse vegetali) con caratteristiche che le rendano adatte alla trasformazione energetica.
Spicca, in tal senso, la genesi di una filiera di mais di secondo raccolto dagli effetti paesaggistici e ecologici complessi, nei termini di copertura del suolo, biodiversità e fabbisogni irrigui.

Dalla produzione alimentare alla produzione elettrica: il fotovoltaico
Nonostante le recenti dinamiche di trasformazione degli usi del suolo la Provincia di Lodi mantiene una forte caratterizzazione rurale. La SAT  è diminuita con una contrazione delle aziende agricole operanti nel territorio. Ciò nonostante tra giugno 2010 e giugno 2011 sono sorti 25 impianti/parchi fotovoltaici in aree libere, occupando 0,7 km2, ovvero 2.100 m2 di suolo agricolo, ogni giorno.
Secondo quanto stabilito dal PTCP vigente della Provincia di Lodi, il consumo di territorio e l’espansione dell’urbanizzato devono costituire soluzione estrema a cui ricorrere solo in casi particolari.
La realtà produttiva lodigiana si può definire ben articolata, caratterizzata da ordinamenti produttivi zootecnici, agronomici, dedicati alla produzione di servizi o alla valorizzazione del territorio e in ultimo a un settore in forte ascesa negli ultimi tre anni: la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Emerge oggi la necessità di stabilire se le nuove attività connesse all’agricoltura non consumino suolo e se quindi le trasformazioni in agricoltura e a destinazione agricola siano indistintamente trasformazioni compatibili da deregolamentare.
Analizzando 25 istanze censite per l’attivazione di impianti fotovoltaici a terra, emerge che la superficie di terreno destinata alla nuova attività di fotovoltaico a terra è di 764.909 m2, generando una potenziale banalizzazione del paesaggio rurale, per un valore medio di produzione di MWp/m2 utilizzati di 29.335.
Risulta indispensabile quindi, anche al fine di riconoscere e sostenere l’agricoltura come ”bene pubblico”, indagare anche l’aspetto qualitativo del fenomeno “agro-energie”, prevedendo elementi risarcitori che, al pari di quello che possono analogamente rappresentare in edilizia gli standard qualitativi, la compensazione ambientale e la perequazione territoriale, possano riempire di significato l’attuazione di mitigazioni ecologiche che bilancino, all’interno di una “dimensione pubblica” di gestione dell’agricoltura, l’esercizio dell’attività di trasformazione del suolo operata dal singolo imprenditore aziendale.
È necessario potenziare le politiche settoriali di sviluppo sostenibili rispetto anche a una dimensione integrata e di interesse generale tesa a monitorare sia i consumi di suolo che gli “sprechi” o le variazioni d’uso nei comparti rurali che si concilino con le dimensioni sincronica e diacronica del tempo, allineando i momenti della teoria con quelli della pratica, attuando alle diverse scale le forma di mitigazione e compensazione delle variazioni d’uso del suolo.

L’integrazione tra banche dati
Gli spunti di riflessione offerti dall’analisi quantitativa e qualitativa rilevabili dalla lettura comparativa del DUSAF hanno suggerito alcune possibili integrazioni con il Database Topografico Provinciale (DB top), che costituisce l’apparato conoscitivo cartografico di maggior dettaglio utilizzabile per l’elaborazione degli strumenti urbanistici comunali.
In particolare, l’esplorazione del DB top ha consentito di approfondire i seguenti aspetti rilevanti:

  • il solo attraversamento della TAV nella Provincia di Lodi ha costituito un consumo di suolo pari al 20% dell’intero consumo di suolo registrato tra il 1999 e il 2007 da DUSAF;
  • su una indagine circoscritta ad un campione di pochi Comuni sono state omogeneizzate le categorie d’uso/copertura del suolo tra DUSAF e DB top al primo livello di legenda registrando un errore di circa 500 ettari di superfici urbanizzate non rilevate da DUSAF.

Oltre alla qualificazione dei classici “consumi di suolo” è stata posta attenzione a quelle trasformazioni che pur non rappresentando dei “consumi” costituiscono rilevanti questioni per gli scenari di governo del territorio del lodigiano.
Un primo elemento di riscontro è la perdita annua di suoli agricoli rilevata: superiore ai 200 ettari all’anno, equivalente ad un tasso di variazione annuo delle superfici agricole pari a - 0,3%.
Ma ancor più interessante è che in un quadro generico di costante perdita del patrimonio agricolo si verifica un importante aumento delle superfici coltivate a mais (a fronte delle perdita dello stock agricolo annuo superiore ai 200 ettari avviene un guadagno delle superfici coltivate a mais pari a circa 400 ettari all’anno). Alla dinamica del consumo di suolo e di riduzione della base produttiva agricola si associa pertanto una doppiamente rapida dinamica di variazione delle superfici coltivate, in parte destinate alla produzione energetica, i cui effetti non vengono ancora monitorati.
Una crescente necessità di intensificare la produzione di biomassa pur in presenza della riduzione dello stock dei suoli agricoli è giustificata dalle più recenti tendenze evolutive nella copertura dei suoli agricoli:

  • sono più di 76 gli ettari di suolo occupati da impianti fotovoltaici a terra e mediamente il fotovoltaico occupa, per la produzione di 1 megawatt di potenza istallata, circa 3 ettari.;
  • sono istallati nella Provincia 56 impianti di produzione energetica da biogas o biomasse, che hanno stimolato l’aumento della produzione del mais da granella, silomais, maisceroso e mais dolce quali colture utilizzabili per la produzione di energia derivata da biomasse vegetali anche mediante secondi e terzi raccolti.

Sembra evidente che nell’ambito dell’approfondimento analitico ed interpretativo condotto tra il CRCS e la Provincia di Lodi l’approccio incrementale all’esplorazione di differenti banche dati e dallo scambio con uffici di competenze diverse stia producendo risultati considerevoli, sia in termini di completezza dell’informazione presentata sia in termini di eterogeneità dei temi e delle specificazioni sviluppate nel corso della ricerca. Se “conoscere per governare” rimane uno degli assunti più importanti per approcciarsi alla pianificazione urbanistica e territoriale l’approfondimento condotto sembra individuare alcune tra le questioni maggiormente importanti per tentare di governare in futuro i processi di metropolizzazione del territorio, limitando sia gli sprechi che i consumi di suolo.


Articoli e contributi

Documento Descrizione

URBAN PROMO 2010 - contributo provinciale


Contiene il contributo provinciale presentato a Venezia durante l'evento di URBAN PROMO dedicato al tema del consumo di suolo

URBAN PROMO 2010 - contributo provinciale


Contiene il contributo provinciale presentato a Venezia durante l'evento di URBAN PROMO dedicato al tema del consumo di suolo

URBAN PROMO 2011 - contributo provinciale


Contiene il contributo provinciale presentato a Bologna durante l'evento di URBAN PROMO dedicato al tema del consumo di suolo

URBAN PROMO 2011 - contributo provinciale


Contiene il contributo provinciale presentato a Bologna durante l'evento di URBAN PROMO dedicato al tema del consumo di suolo

Articolo in AL n.491 settembre-ottobre 2012


Contributo della Provincia di Lodi sul n. 491 di AL - bimestrale di informazione degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori Lombardi in merito al tema del Paesaggio in rapporto al Consumo di Suolo

Comunicato stampa Ass. Capezzera del 12.04.2012


Comunicato stampa dell'Assessore alla Pianificazione Territoriale - Arch. Capezzera, in relazione alla sottoscrizione del protocollo d'intesa fra Provincia di Lodi e CRCS

Illustrazione della conferenza stampa del 12.04.2012


Il consumo di suolo: una pratica da contrastare per rigenerare la città esistente

Rapporto CRCS 2012


Presentazione del Repporto sul Consumo di Suolo - anno 2012 - approfondimento relativo anche alla Provincia di Lodi