LA PROVINCIA E I COMUNI DI BERTONICO, TURANO, TAVAZZANO E MONTANASO RIBADISCONO ALLA COMMISSIONE AMBIENTE DELLA REGIONE IL “NO” A NUOVE CENTRALI
LA MOBILITAZIONE CONTINUA: IL 16 FEBBRAIO SEDUTA COMUNE DEI QUATTRO CONSIGLI COMUNALI E DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Il Presidente Lino Osvaldo Felissari ha ribadito oggi pomeriggio davanti alla Commissione ambiente del Consiglio regionale la netta contrarietà della Provincia e dei comuni lodigiani a qualsiasi ipotesi di insediamento di nuove centrali termoelettriche nel Lodigiano.
Felissari annuncia, inoltre, che la mobilitazione continuerà: il 16 febbraio prossimo, giorno in cui entrerà in vigore il protocollo di Kyoto, i consigli comunali dei quattro comuni interessati dalle centrali e il consiglio provinciale si riuniranno in seduta comune nel municipio di Montanaso.
Oltre al Presidente della Provincia la delegazione lodigiana era composta dagli Assessori provinciali Francesca Sanna e Antonio Bagnaschi, dai sindaci di Bertonico, Verusca Bonvini, di Turano Lodigiano, Umberto Ciampetti, Montanaso Lombardo, Luca Ferrari, Tavazzano con Villavesco, Giuseppe Stroppa. Durante l’audizione all’esterno del Consiglio regionale era in corso una manifestazione organizzata dal Coordinamento contro le centrali.
“Abbiamo cercato di esporre le nostre ragioni contro l’insediamento di nuove centrali – dice Felissari – insistendo anche sul fatto che la Regione Lombardia supporta il territorio nella sua vocazione agricola e nel nascente polo universitario e centro di ricerca che non si conciliano con l’insediamento di questi nuovi impianti”.
A nome dei quattro sindaci è intervenuto Giuseppe Stroppa il quale ha voluto sottolineare lo stato attuale della centrale di Gavazzano, che presenta irrisolte problematiche ambientali soprattutto per quanto riguarda lo stato di conservazione dei gruppi degli anni ’50, con presenza di amianto e probabili ricadute sulla salute degli abitanti della cittadella all’interno della struttura.
La Commissione regionale, presieduta da Domenico Zambetti, ha ascoltato con attenzione le ragioni espresse dal Presidente Felissari, il quale ha anche consegnato una memoria, che Zambetti,si è impegnato ad inoltrare alla Giunta regionale, tenuta ad esprimere un parere vincolante sui nuovi insediamenti delle centrali.
Zambetti, dopo essersi complimento con Felissari e coi sindaci per la pacatezza e la serietà degli interventi ha dato la parola anche ai rappresentanti di Legambiente, Andrea Poggio e Dario Tansini, e all’On. Oreste Lodigiani.
(27-01-2005, Provincia di Lodi, Ufficio Stampa e Comunicazione)
In Provincia di Lodi sono state presentate due richieste di autorizzazione all’insediamento di gruppi di produzione di energia elettrica: 750 MW da parte della società Energia, localizzati in un’area industriale dismessa, e il potenziamento per altri 800 MW del polo di produzione di Tavazzano/Montanaso di proprietà di Endesa Italia.
Se tutti e due i progetti venissero autorizzati la Provincia di Lodi si troverebbe ad essere il più grande polo di produzione di energia elettrica della Lombardia e uno dei più grandi d’Europa. L’Amministrazione Provinciale e le Amministrazioni comunali di Bertonico, e Montanaso Lombardo, Turano Lodigiano e Tavazzano con Villavesco, hanno chiesto questa audizione alla Commissione ambiente della Regione Lombardia per esprimere la loro contrarietà a queste localizzazioni.
Non si può certo dire che il Lodigiano dal punto di vista della responsabilità non abbia fatto la sua parte. Da 40 anni conviviamo con un polo elettrico che si è via via potenziato nel tempo, raggiungendo una potenza di 1280 MW. Gli Enti Locali si sono resi protagonisti, attraverso le convenzioni, di un lavoro di miglioramento e minimizzazione dell’impatto ambientale su cui chiediamo alla Regione di vigilare per il rispetto degli impegni e delle prescrizioni già sottoscritte. In questo momento è in corso un ampliamento che porterà l’impianto di Tavazzano/Montanaso a 1460 MW, con il passaggio alla tecnologia turbogas.
Vogliamo sottolineare alla Commissione che la localizzazione della società Energia, quale nuovo polo elettrico, si pone in netta contraddizione con una delle caratteristiche più ragguardevoli del nostro territorio: quella della valenza strategica che ha per lo sviluppo del territorio l’agricoltura.
La centrale ipotizzata, pur se localizzata all’interno di un’area industriale dismessa, si colloca in una delle zone produttive più interessanti per questo settore.
L’Amministrazione provinciale, insieme ai comuni del territorio, si è posta l’obiettivo prioritario di salvaguardare queste caratteristiche territoriali e non può accettare l’insediamento di una centrale termoelettrica nel cuore del Lodigiano agricolo.
Come è noto, il nostro territorio è parte di un ‘area molto più vasta che per caratteristiche orografiche e metereologiche si trova ad essere tra le più inquinate del pianeta.
E’ evidente che pur essendo le centrali degli impianti turbogas a metano, e quindi meno inquinanti, si tratta sempre di impianti che utilizzano combustibile fossile e contribuiscono quindi a peggiorare la qualità dell’aria.
Inoltre, in Regione Lombardia, in particolare nell’area della Bassa pianura, sono state presentate altre 7-8 richieste di localizzazioni di nuove centrali con le conseguenze ambientali che non è difficile immaginare. In questo senso abbiamo chiesto alla Regione di effettuare una valutazione di impatto ambientale di tutta l’area coinvolta dalla richiesta di localizzazioni, e non studi realizzati sito per sito.
Il nostro territorio, da tre anni a questa parte, viene indicato dalla ricerca sulla qualità della vita del Sole 24 ore come quello con la più alta mortalità da tumore.
Si tratta di un elemento di forte preoccupazione che ci spinge comunque a ritenere di non dovere apportare altre fonti di inquinamento.
La Provincia di Lodi , insieme ad ASL e Arpa Regionale e Provinciale, sta predisponendo un progetto articolato e complesso per il monitoraggio della qualità dell’aria (che porrà attenzione ai diversi contributi da traffico, da attività industriale e agricole) che comprende anche un’ampia indagine epidemiologica non solo sui tumori.
In questo progetto, che prevede un forte investimento non solo economico-finanziario ma anche di risorse di personale, la Provincia di Lodi entra da protagonista. Chiediamo che lo stesso ruolo lo svolga la Regione con una partecipazione competente e fattiva degli assessorati alla Sanità e alla Qualità dell’ambiente.
Da tempo abbiamo chiesto alla Giunta regionale quale fosse il rapporto di coerenza tra le nuove centrali con quanto scritto in un documento della Giunta stessa nell’agosto del 2003, nel quale veniva ipotizzata un fabbisogno energetico per la Lombardia pari 1350 MW, molto al di sotto di quanto previsto con le ipotesi localizzative che sono aumentate a dismisura.
Dato che, all’interno dell’iter autorizzativi previsto dal cosiddetto decreto Marzano, il parere della Regione risulta vincolante, chiediamo che la Giunta, tenendo conto dei pareri degli Enti Locali, si pronunci chiaramente. Abbiamo, inoltre, chiesto un incontro all’assessore Maurizio Bernardo, che ad oggi non ha ancora concesso, proprio per affrontare questo tema.
Non condividiamo le modalità adottate fino ad oggi dalla Regione Lombardia e dal Governo per definire le politiche energetiche e di sviluppo delle infrastrutture (quali, ad esempio, la T.E.M) che non tengono conto delle pianificazioni territoriali e delle volontà degli Enti Locali. Non vi è alcuna programmazione, né delle localizzazioni, né delle reali necessità. Si ignora completamente il protocollo di Kyoto, e non si affronta minimamente il possibile ruolo delle energie rinnovabili: si parla solo di metano, e si rispolvera il carbone.
Per tutte le ragioni esposte, confortati dagli ordini del giorno approvati all’unanimità dal Consiglio provinciale e dai Consigli comunali dei territori interessati, chiediamo ai consiglieri regionali, al di là degli schieramenti, di aiutarci a salvaguardare il nostro territorio, attraverso anche sollecitazioni alla Giunta e agli assessori regionali competenti perché nelle espressione dei dovuti pareri tengano conto delle istanze del Lodigiano.
IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI LODI
I SIGG. SINDACI DEI COMUNI DI
BERTONICO
MONTANASO LOMBARDO
TAVAZZANO CON VILLAVESCO
TURANO LODIGIANO
Con la presente si prega di tenere in considerazione relativamente al com.stampa inviato riguardo l'audizione in commissione ambiente della Regione, che il 16 febbraio (giorno della seduta comune dei quattro consigli comunali e del consiglio provinciale), è una data propositiva previa approvazione della commissione dei capigruppo.