ASPRENTI, PROVINCIA DI LODI E PARCO ADDA SUD SBROGLIANO LA MATASSA
Fumata bianca dalla Conferenza dei Servizi che si è tenuta questa mattina presso il San Cristoforo: l’azienda che tratta il recupero di materiali inerti potrà proseguire le attività.
Il risultato è frutto di un intentissimo lavoro di analisi della situazione, soprattutto dal punto di vista giuridico, portato avanti nelle ultime settimane dalla Provincia di Lodi e dal Parco Adda Sud: “i due enti hanno si sono dati un imput ben preciso – spiega l’assessore all’ambiente Elena Maiocchi – quello di dare una risposta, positiva o negativa che fosse. Ciò che il territorio e prima ancora le famiglie dei dipendenti Asprenti non potevano accettare era un atteggiamento interlocutorio, peggio ancora un rimbalzo di responsabilità”.
La Maiocchi è chiara: “ne saremmo usciti tutti con le ossa rotte da punto di vista dell’immagine e della fiducia. Quindi tutti si sono quindi convinti dell’idea di dover lavorare gomito a gomito ed arrivare ad una risposta univoca”. Che, fortunatamente, è positiva.
“Possiamo annunciare che, fatto salvo il rispetto di diverse prescrizioni per l’adeguamento dell’impianto attualmente in funzione, c’è la possibilità di emettere una nuova autorizzazione”, afferma Silverio Gori, Presidente del Parco Adda Sud.
Ora la palla è dunque completamente nelle mani della Asprenti: la Provincia aveva già dichiarato tempi strettissimi per l’approvazione del progetto di nuova localizzazione dell’impianto a Montanaso nel caso in questa fosse l’opzione scelta dall’azienda. Ora si aggiunge la possibilità di proseguire l’attività anche con il vecchio impianto, cosa che, non più tardi di due settimane fa, era stata individuata come unica soluzione per non cessare l’attività e lasciare a casa 11 dipendenti.
“Resta chiaro, ma questo è noto da tempo a tutti quanti, che un conto era l’autorizzazione dal punto di vista paesaggistico, alla quale abbiamo provveduto, un altro è la necessaria messa a norma dell’impianto, comunque prevista dalla legge. In altre parole – chiude la Maiocchi – le istituzioni hanno fatto tutto il possibile, forse anche qualcosa in più. Ora tocca all’imprenditore”.